MISIONE InSIGHT

Dopo più di sette anni di attesa dalla ultima spedizione nel 2012, Marte riceverà di nuovo un visitante terrestre nella superficie marciana.

Già a iniziato il conto alla rovescia, il lunedì si aspetta l’arrivo di InSight al pianeta rosso. Una missione che la NASA a pianificato per studiare non soltanto la superficie del pianeta Marte seno anche l’interno di esso.

Questo straordinario viaggio iniziò il passato 5 de maggio, dopo 480 miliardi di km percorsi e 205 giorni di viaggio attraverso il sistema solare si aspetta che la missione InSight della NASA effettui il suo atterraggio nella superficie di Marte queste lunedì 26 di novembre, concretamente nella zona chiamata Elysium Planitia.

La nave atterrerà fissandosi alla superficie del pianeta Marte con tre dispositivi a modo di gambe. La sua missione principale è quella di studiare più esaustivamente l’interno profondo del pianeta Marte per così identificare meglio l’origine di formazione di queste pianeta e di conseguenza del Sistema Solar.

Come afferma Bruce Banerdt, scienziato principale della missione InSight: “I segni dei processi di formazione del pianeta si possono trovare soltanto mediante il rilevamento e lo studio delle probe nascoste molto al di sotto della superficie. È compito di InSignt studiare l’interno profondo di Marte, prendendo i segni vitali del pianeta: il suo pulso, temperatura e riflessi “.

Istrumenti di misura di InSight

Per la misura dei segni vitali di Marte, la missione InSight utilizzerà 3 istrumenti principali:

  • Il SEIS, un sismometro di 6 sensori che registrerà le onde sismiche che circolano all’interno del pianeta. Il studio di queste onde sismiche proporzioneranno a gli scienziati dati preziosi per identificare l’origine delle stesse. Al momento si crede che possono essere occasionate per collisioni esterne nella superficie però se aspetta che le investigazioni lo confermino.

  • Il HP3, un dispositivo di penetrazione a sonda, che permette raccogliere dati referenti al flusso di calore all’interno del pianeta. Queste importante sondaggio permetterà determinare se la Terra e Marte sono fatti della stessa materia o no.

  • Il RISE, mediante il sistema dei raggi del modulo della nave se potrà valutare le oscillazioni del asse di rotazione del pianeta, proporzionando informazione rilevante relative alla struttura del nucleo del pianeta.

Per la realizzazione del suo lavoro, il modulo della nave si fisserà alla superficie del pianeta mediante 3 gambe, in una zona di superficie piana già stabilita dove resterà fissa fino al completamento della sua missione.

Scegliere un buon luogo di atterraggio in Marte è molto simili a scegliere una residenza: si tratta di ubicazione, ubicazione e ubicazione “, commentò Tom Hoffman, gerente de proietto di InSight nella JPL. “E per prima volta, la valutazione di un luogo d’atterraggio su Marte se fece considerando che c’era sotto la superficie di Marte. Avevamo bisogno non soltanto di un luogo sicuro per atterrare, seno anche un spazio di lavoro che fosse penetrabile per la nostra sonda di flusso di calore di 5 metri di lunghezza“.

Un’altra difficoltà che hanno dovuto affrontare gli scienziati della NASA è la di scegliere un luogo appropriato per fare atterrare la mission InSight. Determinare una zona lo sufficientemente illuminata per potere alimentare le cellule solari del dispositivo modulare. E in più il luogo doveva essere caldo lo sufficiente per sopportare i limiti di temperatura per la durata dell’intero anno marciano, approssimatamene 26 mesi terrestri.

A tutto ciò se dove aggiungere la scelta di una zona sicura di superficie piata e stabile che garantisce il buon fine della missione. Una sfida difficile pero non impossibile per la NASA.

Per queste motivo hanno scelto un luogo caldo di superficie piata situata nella banda intorno al equatore del pianeta, dove sicuramente il panello solare recivirà sufficiente luce solare tutto il anno.

Il luogo deve tenere una elevazione sufficientemente bassa come per avere abbastanza atmosfera al di sopra di questo per un atterraggio sicuro, già che la nave si abbasserà prima nella frizione atmosferica con il suo scudo termico e poi con un paracadute con il quale si addentrerà nella tenue atmosfera di Marte durante una gran parte della sua“, continuó Hoffman.

E poi quando la rampa si abbia abbassato e gli razzi della frenata si abbiano attivato per la discesa finale, è necessario che abbia una estensione piana per atterrare, no molto ondulata e relativamente libera di rocce che possano inclinare il modulo d’atterraggio in Marte di tre gambe“.

Dopo avere considerato altri luoghi della superficie di Marte, la squadra della investigazione determinò che soltanto tre zone compiano con questi requisiti. Isidis Planitia, Valles Marineris y Elysium Planitia.

Posteriori studi climatici delle zone in questione scartarono due di loro per essere di superficie rocciosa e clima ventoso e si determinò finalmente la più adatta per la missione, Elysium Planitia.

Dalla Terra tutti stiamo alla aspettativa di questa grande missione. In attesa dell’atterraggio del modulo di InSight il prossimo lunedì 26 di novembre. Il conto alla rovescia ha iniziato. Dalla Terra desideriamo che questa missione apporte grandi avanci nella investigazione spaziale e metta bass solide per le future spedizioni interplanetarie.

Una decelerazione vertiginosa soltanto in 7 minuti

InSight si approssima alla superficie di Marte attraversando la sua atmosfera ad una velocità di 19.800 km/h per dopo ridurla drasticamente a tan solo 8 km/h, prima che il suo modulo tocche la superficie marciana.

Questa decelerazione estrema si svolgerà in poco meno di sette minuti e sommetterà al modulo InSight ad una temperatura approssimata di 1.300 gradi Celsius. Un atterraggio al dir poco, straordinario.

Una volta ancorato nella superficie di Marte, i pannelli solari si spalancheranno lentamente in poche ore. Però prima di cominciare la raccolta di dati attraverso i dispositivi SEIS, HP3 y RISE si valuterà il terreno circondante per almeno 3 mesi. Dopo dei quali l’investigazione scientifica propria darà inizio.

Mentre aspetto queste prime immagini della superficie, sono ancora più ansioso per vedere gli primi insiemi di dati che rivelarano quello che stà sucedendo molto al di sotto di nostre piataforme di atterriggio. La belleza di questa missione capitarà sotto la superficie. Elysium Planitia è perfetto.” Banerdt, ricercatore principale della missione InSight.



La bandiera del pianeta Terra

La Terra come pianeta non ha ancora una bandiera officiale. Nessuna organizzazione internazionale ha adottato di forma definitiva una bandiera officiale del pianeta Terra. Esiste invece, la volontà di creare una bandiera che identifichi nostro pianeta.

Differenti proposte hanno rappresentato il pianeta Terra come una entità geografica nella quale non esiste connotazioni politiche, religiose o demografiche. Però come diciamo nessuna ha stata scelta per rappresentare ufficialmente nostro pianeta per il momento.

Una delle più nota è la Bandiera del Giorno della Terra, proposta per John MacConnell.

È stata disegnata per l’attivista del pacifismo nordamericano John McConnell. Nella immagine della Terra ottenuta per la NASA il 7 dicembre di 1972 risalta sopra un sfondo blu scuro. Questa bandiera già è stata utilizzata per rappresentare alla Terra il Giorno della Terra che si celebrò il 22 aprile di 1973 e d’allora si associa a questa celebrazione.

Oltra possibilmente la più popolare e la che più si parla. Si tratta della chiamata Bandiera Internazionale del Pianeta Terra, proposta per un gruppo di studianti di disegno della Beckmans College of Design di Stocolmo.

In essa la umanità viene rappresentata di forma globale mediante un disegno di tonalità Blu di 7 anelli intrecciati, conosciuta in geometria come fiore della vita, e simboleggia la unione di nostro pianeta.

L’idea che il pianeta sia rappresentato per una bandiera è un tema già discusso da tempo. Una bandiera che identificherebbe e unificherebbe nostro pianeta Terra progetti ed eventi di interesse internazionale, tanto della investigazione e esplorazione spaziale come eventi internazionali riferenti al clima e alla conservazione del pianeta.




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